

sono all'ultimo ovetto lindor della scorta di cui mi ha gentilmente rifornito il mio amicone paolo ieri sera ma non vedo alcun miglioramento del mio umore. forse dovrei iniziare a preoccuparmi. è una crisi seria a quanto pare, e non posso prendere la scusa che è il periodo prima delle mie cose, perchè le mie cose sono appena terminate. e allora c'è qualcosa che non va ma che non so come far andare. a pensarci bene una soluzione ci sarebbe: cambiare aria. andarmene da questo postaccio. tornare ad est. sulla laguna. va bene che ho il pianto facile ma non posso mettermi a singhiozzare ogni volta che sento una canzoncina che ho ascoltato troppo durante la trasferta veneziana. e non posso invidiare chi è lì per la gita di un giorno o perchè lì ci è nato.
ridendo e scherzando (mica tanto) questo blog ha compiuto un anno qualche giorno fa (e io che mi sono pure dimenticata di fargli gli auguri!).
è da un quarto d'ora che mi diverto a leggere "cosa ho fatto oggi un anno fa" e.. cavoli, come sono cambiate le cose, com'è passato il tempo :(
credo di essere entrata nella fase della vita di una persona in cui invece che andare sempre avanti si vorrebbe tornare indietro, perchè indietro si stava troppo bene..
io adesso non posso dire di star male, ma non sto nemmeno bene. o meglio, sto bene nel vedere le foglioline nuove che spuntano dai rami scuri degli alberi, e sto ancora meglio ad osservare quegli stessi rami coperti di fiori bianchi, rosa, viola, gialli. so che sfioriranno presto, come sono già sfioriti i bulbi seminati mesi fa nel giardino. ma mi fanno star bene, perchè so che l'anno prossimo questa festa si ripeterà. sto bene quando esco dalla galleria a fine giornata e la luce in cielo mi dice che no, la giornata non è ancora finita. sto bene quando cammino accaldata per le strade di milano, magari con la giacca in mano e il sole in faccia.
sto un po' meno bene quando penso che non vorrei essere a milano, ma a venezia. si può aver nostalgia anche del sito web dell'università ca' foscari???? ieri pomeriggio, in un momento di calma piatta, mi sono messa a girovagare sul sito della facoltà, a leggiucchiare i nomi dei laureandi, a sbirciare il programma di quest'anno di storia della critica d'arte, a svolazzare con l'immaginazione da un dipartimento all'altro, salendo le scale di quegli antichi palazzi, aprendo le porticine scricchiolanti e storte che seguono la pazza geometria lagunare. ecco, a venezia la primavera non si vede con i fiori come nei campi della brianza, ma si percepisce nella luce che si riflette nell'acqua e la fa diventare più colorata, nelle finestre che sbattono al vento, nella sera che non si raffredda mai veramente.
se fossi adesso a venezia probabilmente sarei ancora in giro da questo pomeriggio, a godermi l'aria tiepida e i passi di qualche frettoloso affamato che sta rincasando. oppure me ne starei spaparanzata sul divano del mio primo appartamento insieme alle mie coinquiline, aspettando di capire cosa combinare per la serata. oppure potrei essere accoccolata sulla sedia bianca del tavolo della cucina con il ripiano di marmo grezzo freddo, le poche stoviglie delle mie cenette solitarie nel lavandino, e una tazzona di tè fumante con il cellulare e le chiavi di casa di fianco, in attesa di una telefonata.
sembra tutto così reale, eppure è tutto qui dentro la mia testa, niente è vero. pensavo che il ricordo di venezia si sarebbe affievolito con i mesi, la routine, un lavoro, ma evidentemente non ne sono mai stata troppo convinta.


...perchè gli uccellini prendono un semino in un campo e lo portano in un altro, e l'arancione è un colore proprio bello per dormirci, e non so giocare a poker ma sono curiosa di guardare la fine della partita di natale.
e venezia ogni volta mi riserva preziose sorprese che poi mi accompagnano nella vita più monotona, insieme a qualche coriandolo tra i capelli e ad un paio di versi di una canzone che fa più o meno così: turn, turn, turn again, e ancora turn, turn, to the rain and the wind.
sull'altana questa volta faceva freddo, tirava un vento gelido che però lucidava alla perfezione il mondo intorno.
a domani
carini, la ila se ne va a venezia a prendere un'altra boccata d'aria..
ci sentiamo tra qualche giorno. speriamo con buone notizie.
:)
mettiamo che una passa mesi senza combinare un bel niente dalla mattina alla sera e poi si ritrova con un lavoro part time ma pur sempre interessante che ha iniziato da circa due giorni o poco più e la chiamano una bella mattina e le annunciano la possibilità di un lavoro alla biennale di venezia. così per sport.
cercavo instabilità, eccomi servita. :)
cmq per ora resto qui, il colloquio, se mai ci sarà la possibilità del lavoro veneziano, non sarà prima della fine di febbraio, in data ancora da destinarsi.
qualcuno offre di più?? :P
nel giro di una settimana o poco più mi è cambiata e non poco la vita. fatico ad adeguarmi a questi cambiamenti, ma non posso farci molto.
oggi primo giorno di lavoro, anche se non ufficiale, in questa lussuosa galleria d'arte del centro di milano, che vende dipinti dell'ottocento. a parte il vestiario che deve essere un minimo infighettato, e uno dei due proprietari che dicono sia una vipera, l'altro socio e l'altra ragazza che lavorano lì dentro sembrano molto disponibili e gentili.
è successo tutto così in fretta. sono dovuta andare un saltino a venezia. non è stato un semplice saltino, forse era da troppo che non ci tornavo, forse ho rivisto persone giuste nel momento giusto, forse la primavera è arrivata un po' prima lì. sta di fatto che purtroppo sono stati solo tre giorni, intensi ma troppo pochi, per cacciarli nel posto dei bei momenti vissuti dove si va a ripescarli ogni tanto. non sono riuscita a metterli via, per ora: sono qui che mi passano davanti agli occhi, a loro volta generatori di sogni.
e questi sogni si scontrano con la realtà, di cui non posso e non voglio lamentarmi. cercavo un lavoro, e l'ho trovato. per quanto sia un part time, mi pagano e mi assumono regolarmente, e andrò ad occuparmi della mia adorata pittura.
resta il fatto che questo limbo in cui ho galleggiato negli ultimi 7-8 mesi si sta smaterializzando. peccato perchè ci avevo fatto l'abitudine.
che qui è un bel po' diverso da lì.
dall'alto della collina la neve e sotto un mare di nebbia qui. 
dall'alto di un'altana una cupola e il sole tiepido mischiato all'aria del mare lì.
o ancora, gli antichi palazzi con le pareti sbiadite e i campanili svettanti.
e io non posso raccontarvi il profumo della libertà. non posso raccontarvi la tenerezza degli amici. non posso raccontarvi il succo di un'arancia mangiata su una panchina al sole delle zattere. non posso raccontarvi la musica, da handel a dylan. non posso raccontarvi la crema di una frittola. non posso raccontarvi della mia quintessenza hippie. non posso raccontarvi delle chiacchiere sulla fondamenta. non posso raccontarvi di un dvd sul lettone.
venite un giorno con me a venezia.
per ora resto qui, un po' - tanto - triste.
e lunedì inizio a lavorare.
me ne vado a venezia per qualche giorno, consegnerò al mio prof un articolo che dovevo fare da non so più quanti mesi, e soffrirò di malinconia nostalgia mista a gioia immensa per poter respirare ancora un po' di aria fresca, un po' di libertà, per poter passare del tempo con cari amici, cari luoghi, care abitudini.
avrei tante cose da mettere per iscritto. troppe cose stanno cambiando. il lavoro, no, non è a venezia. purrtoppo. ed è questo che non mi fa essere così entusiasta. sarebbe in una galleria d'arte di milano, che tratta pittori italiani dell'ottocento. non è ancora certo, ma ci sono buone possibilità.
e io sono un po' agitata. perchè domani torno a venezia.
direttamente da venessssia...
Ho troppe cose di cui parlare, troppo su cui riflettere. Ho assistito al mio funerale e hanno misurato le onde del mio cervello. Ho percorso chilometri girovagando per Venezia, in lungo e in largo, ho riassaporato l'estate per qualche giorno, mi sono svegliata senza potermi lavare perchè stavano aggiustando i tubi dell'acqua senza avermi avvisato. Ho ascoltato Vivaldi nel Cortile della Trinità di Fianco ai Frari, ho comprato un regalo bellissimo per un matrimonio bellissimo, ho rivisto tanti amici, sono tornata nella mia amata biblioteca Querini, mi sono sentita libera, mi sono sentita a casa, mi sono sentita bene.
Forse ve le racconterò meglio la prossima volta. Ora non ho tempo. Domani ho un impegno. Devo partire di nuovo, mi aspetta un weekend pieno di Amore e di Amici. La Michy e il Brù si sposano!!!! Voi (o perlomeno quelli che non sanno chi sono) non potete capire. E' una lunga storia.
Forse ve la racconterò meglio la prossima volta.