RiparoDallaTempesta

"Come in" she said "I'll give you shelter from the storm"
venerdì, 04 luglio 2008

nel mio paesello c'è un'antica piazza, racchiusa tra due esedre e alcuni edifici che avevano funzione di stalla, dove una volta si svolgeva il mercato dei bachi da seta.
questa piazza è cresciuta attorno ed insieme ad un santuario cinquecentesco costruito in seguito all'apparizione della madonna che si presentò su un albero di noce per indicare la strada a due poveri bambini persi nei boschi, figli dei pochi contadini che popolavano quei territori sotto il dominio dei marchesi crivelli.
sono molte le spose non autoctone che ambiscono la piazza e il bel santuario a pianta centrale (progettato da pellegrino tibaldi) come scenario per il loro matrimonio, e fanno sì che vengano costantemente riempiti gli interstizi tra i pietroni squadrati e i ciottoli di fiume con chicchi di riso, oltre che la chiesa con bellissimi fiori.
davanti al santuario ci sono due grandi portici aperti su tutti i lati, coperti da tegole sostenute da enormi travi di legno tra le quali i piccioni fanno il nido, e proprio sotto a uno dei due portici ho assistito stasera all'estate, quella vera, che mi toglie il fiato e mi rapisce nel bello che si ammucchia e fa gara a mostrarsi.
stavo camminando con giotto poco lontano e mi ha incuriosito un rumore, come di una tv a volume altissimo, che proveniva dall'interno della piazza. sentivo musica, e poi vociare di persone. mi sono avvicinata ad un sottoportico che fa da ingresso alla piazza, e ho riconosciuto un ronzio inconfondibile che mi ha portata indietro di parecchi anni, inizialmente, e mi ha trasportato direttamente in una scena di nuovo cinema paradiso. il ronzio era quello dato dalla bobina che scorreva veloce tra una pizza e l'altra di un proiettore, quasi come un rullare dolce di tamburi, che si amalgamava al sonoro del film sparato da un paio di casse ai lati del portico, e che dava magicamente vita alle scene proiettate su un enorme telo bianco. davanti al telo diverse file di sedie di plastica bianca, e sopra alle sedie, le silhouette di una cinquantina di spettatori, incantati nella magia  del film e della notte d'estate.
francis il mulo parlante. questo è il primo film che mi è capitato di vedere in un cinema all'aperto, precisamente all'oratorio, proprio di fianco al santuario. ricordo che era in bianco e nero. ricordo che c'era un mulo che parlava. non so esattamente quanti anni avevo, probabilmente sei o sette, ma sono cose che è difficile scordare. il rumore della bobina e i rumori del mondo che interferiscono liberamente con quelli dei dialoghi e delle musiche.
dolby surround, comode poltrone imbottite, effetti speciali, mega schermi, multisala con popcorn. in realtà la magia di un film viene amplificata dalle zanzare, le stelle in cielo, il caldo appiccicoso e le risate di qualche bimbo unite ai commenti di qualche adulto.
mi sono diretta verso il lungo viale dei cipressi che scavalca un paio di colline con una linea retta. giotto giocava con il suo guinzaglio, uno spicchio di luna sottile appena sopra l'orizzonte aveva proporzioni spropositate, dalla terra già avvolta dall'oscurità spiccavano i moncherini ultracentenari delle statue che si stagliavano sul il cielo più fosforescente di una lampada ultravioletta.
considerando che oggi pomeriggio l'ho trascorso al lago, direi che è stata proprio una bella giornata.
e domani inizio gli orali della maturità.


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giovedì, 19 giugno 2008

ho pochi ricordi, ma netti, del mio esame di maturità.
il tema su "i fiumi" di ungaretti, che erano quattro.
la seconda prova, che consisteva nel disegnare per tre giorni di fila una composizione al centro dell'aula a base di pianta, bottiglia di plastica e bottiglia di vetro, panneggio e gesso di un volto scorticato e cavarne una sorta di opera d'arte a proprio piacimento.
la terza prova, con domande di filosofia, storia dell'arte, letteratura inglese e matematica.
infine l'orale, l'8 luglio 1999, durante il quale il baratro in cui ero piombata in matematica negli ultimi due anni di scuola non ha comunque compromesso il 100/100 finale, conquistato con una tesina sulla fotografia stampata su cartoncino rosa salmone. una tesina sudata, quanto si può sudare a 19 anni un saggio di rosalind krauss infarcito di auree e benjaminiane riproducibilità più o meno tecniche di opere più o meno d'arte.
tra gli scritti e gli orali un intermezzo in cima al lago, fatto di una notte lunghissima nell'acqua nera come il petrolio e di una chitarra sulla spiaggia dai sassi ancora caldi per il sole del giorno, cornetti appena sfornati all'alba e una mattina che è iniziata solo al pomeriggio, con due amiche e tre amici di quasi sempre.

in questi giorni guardo i miei ragazzi che conosco dall'anno scorso e che saluterò tra poco.
mi sembra di sentire il bisogno di stropicciarmi le dita e accavallare le gambe, perdermi tra i vocabolari e i fogli protocollo timbrati, alzare la mano e allungare lo sguardo alla ricerca del volto amico di un prof, probabilmente dopo una notte senza sonno, riempita da mille suggestioni dei filmacci di muccino e compagnia bella, partite della nazionale date per perse, pianoforti sulle spalle. ma chi se l'è inventata sta cosa del pianoforte?

si avviano alla vita vera, forse, con quella voglia che solo uno studente alle prese con la maturità può avere.

e dopo una bella vacanza, si spera.

auguro loro che l'università diventi un serbatoio di amicizie italiane, straniere, brevi e intense, lunghe e annacquate, nozioni, soddisfazioni, libri che col tempo riempiono gli scaffali, arrabbiature e litigi, bei viaggi in mezzo, cene improvvisate con gli avanzi e i coinquilini, città scoperte e imparate a memoria, piccole esperienze lavorative, fallimenti e feste sulla spiaggia, pendolarismo acuto o dolce pigrizia nel saltare le lezioni delle dieci, feste di carnevale e biennali di ogni tipo.

tanto gli esami non finiscono mai.
e la voglia di imparare?
lunedì, 09 giugno 2008

il prossimo viaggio sarà un viaggio coi fiocchi: attraverserò di nuovo l'oceano, ma non mi spingerò così a sud. mi manterrò a latitudini più consuete, solo un po' più ad ovest.
come al solito le mie vacanze vengono decise e prenotate in due o tre giorni, e così è stato anche per le prossime.
un'amica ti butta lì di andare a trovarla a New York? perchè no. e quanto distano boston e toronto? che poi il giro potrebbe anche allungarsi, ma qui subentra il problema delle settimane. non oltre tre, per non spendere cifre enormi dell'aereo. e tutto il resto - o quasi - è a scrocco: avere più amici lontani che vicini dopotutto torna comodo in queste occasioni.
rivedrò jefferson, architetto bostoniano importato in italia e ri-esportato nel massachussetts. l'ultima volta che l'ho visto è stato almeno 4 anni fa in quel di venezia.
rivedrò roberto, canadese di strani incroci che a verona mi stregò il cuore ed ora è un artista e musicista. non lo vedo da sette estati.
rivedrò la bea che da venezia è finita nell'afa della grande mela. ci siamo salutate alla mia laurea.
rivedrò jason che dal texas è andato a vivere a new york con la moglie. allora non era ancora sposato e neppure laureato.
non vedo l'ora di ritrovare l'america..
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mercoledì, 14 maggio 2008

bene.

domani e dopodomani verrò esaminata per vedere se sono capace di fare la prof e se posso vantarmi di questo appellativo ufficialmente ufficiale al cospetto di non so chi.
dire che non me ne frega un bel niente di niente forse mi porta sfiga, ma lo dico ugualmente.

brrr.

rabbrividiamo.

poi, per la serie "il raduno più piccolo della storia dei raduni" vorrei ringraziare numero6 per avermi messo il peperoncino negli occhi e nelle orecchie trascinandomi in quel di melzo a rivivere un certo concerto di quasi tre anni fa.
postato da lailly alle ore 19:30 | link | commenti (6)
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martedì, 29 aprile 2008

annuncio a tutti i lettori veneziani (non che abbia molti lettori, e tra questi i veneziani sono ancora meno) che da giovedì a domenica venezia avrà l'onore di ospitarmi per ben quattro giorni quattro dopo ben quasi due anni due di assenza.
il mio numero ce l'avete, spero che troviate una mezzoretta di campo santa margherita da dedicarmi.
non vedo l'ora.
preannuncio nostalgie varie e poche ore di sonno per notte, molti ponti da attraversare e un po' di colore in faccia e luce negli occhi.
postato da lailly alle ore 19:49 | link | commenti
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giovedì, 17 aprile 2008

meno zero

e così ho dato l'ultimo esame si spera della mia vita.
fa un certo effetto. mi sembrava di aver già avuto un momento, ormai tre anni e mezzo fa, in cui avevo detto: ho dato l'ultimo esame della mia vita. solo che ero a venezia, era storia della critica d'arte 2, avevo una tesi da scrivere e poca idea sul cosa fare della mia vita.

lanfranco, luca giordano, tanzio da varallo, bartolomeo manfredi, daniele crespi (attenzione non giuseppe maria crespi detto il cerano), bernini e chi altro? direi che me ne ha chiesti a sufficienza.
sono andata dicendo: spero che non mi chieda lanfranco o luca giordano. e così è stato. primi due riconoscimenti: volta della certosa di san martino e estasi di santa margherita da cortona. tiè.

cosa dire ora.. cosa fare dei pomeriggi  senza esami da studiare? senza tesi (o quasi.. solo le rifiniture) da scrivere? senza lezioni da frequentare?

riscoprirò il significato del tempo libero.

programma per i prossimi mesi: svacco sul divano e giri in bicicletta, realizzazione del mio ex libris personale, preparazione di qualche lezione qua e là, mostre a volontà, giri al lago, pila di romanzi e saggi sul comodino da assottigliare.. direi che in linea di massima ci siamo.
i viaggi sono da pensare più avanti, almeno quelli di più di due o tre giorni.
i tempi potrebbero invece essere maturi per un giretto a venezia, senza pretese, ma in realtà con moltissime pretese.
postato da lailly alle ore 23:58 | link | commenti (5)
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giovedì, 17 gennaio 2008

la prof sta facendo i bigliettini per l'esame di domani e spera che non la becchino. ma soprattutto spera che servano a qualcosa. pensatemi tutti intensamente a partire dalle 2.30... infondetemi tutta la scienza (dell'educazione) che è in voi.
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domenica, 13 gennaio 2008

cecilia

cecilia hippie 12-1-08
mi piacerebbe assomigliarle, un po' più hippie di quanto già non sia.
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venerdì, 04 gennaio 2008

cioè! sto STUDIANDO quella cacca di pedagogia interculturale!!! (prego guardare l'ora)
e prima ho visto il tempo delle mele 2!!! (facciamoci del male)
e fuori nevica, ma solo un pochino (ma è tutto bianco)
e ieri ho mangiato messicano e qualcuno mi ha fatto una bella sorpresa di quelle che non si dimenticano facilmente.
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lunedì, 17 dicembre 2007

est

in questo momento sarei probabilmente stata tra vicenza e verona, su un treno che mi riportava a milano dalla mia prima gita da prof a venezia. peccato che la mia prima gita da prof a venezia sia saltata, grazie alla pigrizia di troppi alunni che non hanno aderito a questa bella opportunità di farmi tornare nella mia città anche solo per un giorno.
naturalmente la meta era stata scelta dalla sottoscritta molto egoisticamente, per mostrare loro dal vero il bellini il giorgione il tiziano di turno che mi appassionano ogni giorno di più mentre preparo le lezioni e riprendo i miei appunti da quell'aula O di san sebastiano.
non voglio pensare all'ultima volta in cui sono stata a venezia. troppo tempo fa, troppo doloroso. voglio pensare a tutte le volte in cui sono stata a venezia, a partire dal primo viaggio della speranza (di trovare un appartamento) di un settembre di otto anni fa. rabbrividisco nel rendermi conto del tempo trascorso. due case, sette coinquiline, decine di ospiti vaganti, centinaia tra comparse, conoscenti, amici.
il punto è che voglio tornare a venezia. voglio tornare a viverci. spero di darvi il prima possibile il mio nuovo indirizzo con sestiere, numero civico, quarto piano senza ascensore e gabinetto che funziona a intermittenza. avrei bisogno di una bella cattedra lì. magari all'istituto d'arte di fianco alla chiesa dei carmini, o ancor meglio al liceo artistico di san trovaso, poco lontano dall'accademia e dalle zattere assolate. magari accompagnata da un bel dottorato a ca' foscari, avanti e indietro dai dipartimenti sparsi per le calli più lunghe e nascoste, senza dover sopportare 40 minuti di tram e metropolitana e con il fischio dei treni che arriva solo nelle sere limpide di prima estate, dal balcone rivolto ad ovest e illuminato dai raggi del sole che tramonta.P1020773
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sabato, 16 giugno 2007

è vacanza, almeno al 50%. le pagelle sono state consegnate, mancano solo tre esami da studiare, con saggi sul leggio in legno e il bustino di gesso per la mia schiena storta che ha da raddrizzarsi in meno di un mese.
imbattendomi in foto andaluse ho riletto parte del mio diario di viaggio. i brividi erano scontati eppure mi hanno sorpreso.
che ilaria diversa rispetto al viaggio ho conosciuto da settembre a questa parte. ma è ora di rimettersi a fare cose serie, come perdersi nei vicoli di qualche città sconosciuta e dormire in tenda.
altro che prof.
la prof va in vacanza, fino a settembre. non sarà l'andalusia stavolta, ma un paese altrettanto caliente e attraente e divertente e impertinente con millenni di storia che cercherò di toccare, con decine di nuovi amici che vorrò incontrare.
sento una crescente consapevolezza del mistero infinito che mi aspetta giorno dopo giorno, niente è scontato, tutto è da decidere, sognare,  toccare  con mano con cuore con gli occhi l'odore.
e otto fantastici mesi da prof, otto mesi da reclusa, studiosa, noiosa, nervosa da poter ricordare.
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venerdì, 20 aprile 2007

sono sempre qua, tra alti e bassi, notti brevi e giornate molto, molto lunghe. mi sono ricaricata di energie durante il mio giretto napoletano, e pian piano sto consumando nuovamente la pila che spero duri almeno per un altro paio di settimane. poi le cose dovrebbero iniziare a calmarsi, fino ad arrivare alla vacanza.
non sono cambiate molte cose, o forse sì.
il nocciolo è sempre quello: troppe cose e poco tempo. ma il riflettere porta ossigeno e mi siedo su un muricciolo al sole di un'estate in anticipo e incrocio le gambe per guardarmi intorno. vedo una casa immaginaria tutta mia e di qualcunaltro, vedo un viaggio ad est, nel lontano est, in un periodo di monsoni, in mezzo a profumi di spezie e povera gente per strada. vedo un concerto di qui a poco. vedo tante altre cose. ma mi si stanno chiudendo gli occhi e tra poco dormirò.
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mercoledì, 14 febbraio 2007

è stato un weekend di frittella coperta di zucchero, in una fiera di paese in riva al lago quando il cielo si fa scuro, gocce imperiali al profumo di anice e miele di sulla per curare la pelle, gesto-colore alla bovisa in uno spazio surreale, tra un film western, alcuni ambienti dimessi dell'Arsenale di Venezia, una fabbrica uscita da chi ha incastrato roger rabbit.
voglio la mia metà.
e voglio l'estate.
qui, adesso.

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martedì, 30 gennaio 2007

è il suono del treno che viaggia nel buio

la complicità di qualche canzone pescata a caso dall'ipod

strane coincidenze che hanno portato la mia vita a ributtarmi sullo studio e nel nord est

l'altra sera ho avuto la sensazione chiara di sentire le onde della mia esistenza muoversi calme e piene nella percezione limpida che ho della mia situazione.

limpida la percezione, confuso il tentativo di metterla in parole.

questa felicità legata ad una malinconia dolce, a sentimenti nuovi e antichi, a desideri sempre uguali a se stessi, mai realizzati ma proprio per questo magnetici.

sono nell'anno dei ventisette, ho persino un lavoro e sottili rughe intorno agli occhi, che cerco di cancellare con cremine dai nomi fantascientifici, chissà poi perchè. mi sembra di riuscire appena a ricomporre i pezzi di un'epoca, con i suoi pittori, letterati, pensatori, e poi mi accorgo che è solo un'illusione, che la realtà è molto più complicata e inafferrabile.

ho bisogno di venezia. camminare frettolosamente nelle calli in cui si riversano gli odori, i rumori, i colori persone edifici acqua. andare a fare la spesa con il carellino, passando sotto panni stesi, vasi di gerani, girandole colorate, piccioni insopportabili.

fatico ad incastrare venezia in questa vita di oggi. vorrei incastrare troppe cose. non mi accontento. ma sono contenta.
postato da lailly alle ore 19:02 | link | commenti (3)
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mercoledì, 17 gennaio 2007

quando ero a scuola sognavo un lavoro che quando tornavi a casa la sera potevi fare altro e non dovevi pensare a quello.
devo aver sbagliato lavoro.
mi rituffo sulle verifiche.
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giovedì, 21 dicembre 2006

ho avuto l'impressione, rileggendo i miei pensieri sull'andalusia, di sentire accostare la porta della mia minuscola stanzina nella juderia di sevilla, quando tornavo a notte fonda dopo una giornata passata a scoprire la città, a perdermi tra i vicoli arroventati e il rumore di fontanelle nei giardini. filtrava la luce del lampione, insieme al ronzio di ventilatori sempre accesi a smuovere l'aria immobile.
vorrei partire di nuovo.
è come un prurito sotto ai piedi. un bisogno primordiale di vagabondaggio infinito, di estate perenne, di adrenalina per un ignoto accogliente.
mi dovrò accontentare di portare i ragazzi in gita. meta "segreta": perugia e assisi.
mi sono divertita a preparare itinerari diversi, per una gita di tre giorni e due notti. forse avrei dovuto fare l'agente di viaggio. perugia è la mia città preferita in italia, non vedo l'ora di tornarci. assisi emana pace.
non sarà l'andalusia ma spero di divertirmi.
per ora mi godo le quasi vacanze
postato da lailly alle ore 23:07 | link | commenti (4)
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martedì, 12 dicembre 2006

domani una giornata intera solo per me. niente scuola, niente ssis, niente trasbordi in città.
devo preparare le lezioni, è vero, ma mi sono velocizzata. e mi scopro a pensare: cosa potrei fare?
la lista è lunga, piena di desideri strani.

si va da preparare una pizza nel forno nuovo di zecca, a impastare presepi di sale e farina. guardarsi anche un po' di tv, per subire passivamente una serie di imput visivi e sonori dai quali non mi faccio mai invadere il cervello.

fermarsi un po', apprezzare per quanto sia possibile l'inverno che arriva, il solstizio che tra poco riallungherà le giornate.

sabato ho addobbato un albero di natale di quelli veri del paese delle mele, con palline blu e azzurre, lucine intermittenti. ho persino giocato come una bambina a strega comanda colori. che insieme al mago mangia frutta era uno dei miei personaggi preferiti. entrambi dotati di grande cappello appuntito, occhi chiari, una veste lunga e nera la strega, una tunica azzurra il mago, decorata da piccole banane, fragoline, ciliegie e kiwi, insomma tutta la frutta che si mangiava a tradimento.

intanto stanotte non vado a letto con l'ossessione della sveglia alle 6.30.
postato da lailly alle ore 00:14 | link | commenti (1)
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venerdì, 17 novembre 2006

non ho ancora firmato il contratto, ma mi è stato dato il registro, l'orario, i libri di testo, una pacca sulle spalle di "buona fortuna". ne avrò bisogno tanta, ora che divento PROF!!!
postato da lailly alle ore 21:38 | link | commenti (4)
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giovedì, 05 ottobre 2006

devo coccolarmi un po' dopo queste settimane da incubo e così, andando indietro nel tempo ho, nel seguente ordine, fatto queste cose:
cazzeggiato al lavoro
mangiato una meringa
comprato il secondo tomo della storia dell'arte italiana di chastel (che peraltro consiglio ai curiosi e ai neofiti, due volumi per 18 euro)
comprato una gonna invernale grigia da h&m
girovagato per milano con un discreto abbiocco e mal di testa post esame.

non mi pronuncio su questa seconda prova. la prima è andata di gran lunga oltre le mie aspettative, spero che si verifichi la stessa cosa anche per la seconda. che poi il tempio non era quello di zeus ad olimpia, e delacroix non l'ha riconosciuto nessuno, ma pazienza.

ora attendo che la mia vita cambi. spero che la mia vita cambi.

nell'eventualità che ciò si verifichi, sarò ben contenta di mandare a c... quegli stronzi dei miei capi che pretendono che vada ad imbiancare la galleria alla domenica e mi fanno lavorare fino alle 8 di sera con la scusa che tanto mi portano a casa loro in macchina.

stasera riprendo con la pallavolo e con le più o meno normali attività sociali di base tipo uscire almeno una sera alla settimana, dormire almeno 8 ore per notte ecc. anche se in realtà ho ancora da studiare per improvvisarmi guida turistica in una  manifestazione culturale brianzola alla quale siete invitati tutti quanti.
postato da lailly alle ore 15:59 | link | commenti (6)
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mercoledì, 20 settembre 2006

in questo momento vorrei essere su una spiaggia di tarifa coperta di fanghi grigi con raggi obliqui del sole delle 8 di sera che mi intiepidisce la pelle. lo confesso, ho rubato dell'argilla dalla collinetta oltre la duna. è ancora qui nel sacchettino che aspetta di essere macinata e impastata con l'acqua, e poi di essere stesa su ogni centimetro di pelle per renderla liscia e bella.
postato da lailly alle ore 22:42 | link | commenti
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