due stelle cadenti ed altrettanti desideri espressi, una ventina di aerei sopra la mia testa e bob dylan e la sua band in prospect park, brooklyn. non male come ultima sera a new york.
vorrei fare ancora un milione di cose in questa citta' e in questa parte del mondo piu' in generale, ma mi resta solo il tempo per preparare un'enorme valigia, prendere un autobus per boston da chinatown (sono i piu' economici e non voglio sapere perche'), cenare con jefferson e salire su un paio di aerei.
oggi giro per harlem, shopping vario, mi sono quasi fatta fare le treccine africane nei capelli, sono entrata in punta dei piedi nel mondo di louise bourgeois al guggenheim e poco altro. che non e' poco.
da domani la niuiorchese torna al paesello. una sorta di ellis island al contrario. e ne parlero' , di ellis island. che in qualche caso bisognerebbe imparare da questi americani.

almeno così dicono le previsioni.
probabilmente quello di domenica ad abbadia è stato l'ultimo bagnetto al lago della stagione. quello di sabato a lierna il penultimo, a giocare con le boe gialle e arancio, mangiare missoltini e polenta la sera. venerdì sera invece c'è quasi scappata una nuotata notturna, se non fosse stato per la fajita del mexicali e l'asciugamano lasciato in macchina.
non male come conclusione dell'estate. ho la vita in fermento. non solo quella.
mi sono innamorata.
latito, latito, ma cosa ci posso fare? ho troppe cose in ballo. ad esempio oggi ho finito di lavorare per un mese. e poi ho finalmente incontrato una bella persona. ho ricomprato la ciotola del cane del mio capo, che avevo rotto dalla finestra ieri sera al termine di una giornata in cui la tensione si poteva tagliare con il coltello. ho anche fatto uno spuntino di (ben oltre) mezzanotte con la mia gatta. lei latte e bocconcini, io acqua e pan di stelle. ho portato una cassetta di pomodori del mio orto alla zietta. mi piace questa cosa dei pomodori raccolti dall'orto. del basilico nel giardino. dei melograni per cui faccio il tifo affinchè il vento non li faccia cadere dalla bella pianta che li ha trasformati da fiore a frutto.
domani mi tocca combinare cose un po' più noiose, ma è vacanza.
e ora vado a ninna
non pensavo di emozionarmi così ieri sera durante il concerto. ne ho fatti parecchi di concerti con i vari cori a cui ho preso parte, ma ieri sera è stato da brivido. un conto è cantare in un coro di venti o più elementi. altra cosa è cantare in un gruppo vocale di nove elementi, con alcuni pezzi a 6 voci.
nonostante la divisa in stile biancaneve (come qualcuno l'ha definita) sembravamo quasi un coro serio. in caso vogliate conoscere le prossime date del nostro tour italiano rivolgetevi al nostro ufficio stampa. idem per locandine, foto autografate, cd con le registrazioni di tutte le tappe dei concerti.
ok forse sono un po' troppo esaltata :)
primo fantastico estenuante giro in bici dell'anno 2006..
questo pomeriggio non potevo restare in casa a deprimermi, così ho scelto di affrontare l'inverno, fargli "tiè" e gironzolare a vanvera per i colli della brianza. il sole c'era, non faceva troppo freddo, del resto siamo al 5 di marzo eccheccavolo, così mi sono sigillata ben benino, ho dato una gonfiatina alle gomme e una pulita veloce a sellino e manubrio.
ora sono pressochè distrutta, ma ne è valsa la pena.
domani andrò a sciare, con tutta questa bella neve fresca.
puff.
Non avrei mai pensato che fosse così faticoso fare i buchi nel muro con il trapano, soprattutto se aggrappata ad una scaletta in posizione assai scomoda...
Ieri giornatona dedicata a: Ikea+Castorama (che già non è poco) e poi alla messa in posa degli acquisti, sempre sull'onda di entusiasmo per il restyling della mia cameretta.
Acquistati:
n. 2 scaffali stondati ricoperti rovere di 200 cm
n. 2 scaffali stondati ricoperti rovere di 170 cm
n. 1 scaffale stondato ricoperto rovere di 90 cm.
n. 4 scatole di cartone con coperchio
n. 5 portariviste di cartone con coperchio
n. 1 tappetino indiano da spacciare come arazzo da utilizzare come testiera per il letto
n. 1 pinza per cucinare (sì non c'entra con la camera, ma sono andata all'Ikea! dovevo comprare qualche extra!)
La mia stanza però assomiglia ancora ad un campo di battaglia. Urge sistemazione razionale di tutti gli acquisti :)
Avete presente quando nevica? i bambini sono tutti elettrizzati e felicioni perchè finalmente si gioca! finalmente si salta la scuola! finalmente è come l'inverno vero!
Bè. La Ila è peggio di tutti loro messi insieme. Tiene sotto controllo la situazione del manto nevoso che si accumula minuto dopo minuto, calibra la grandezza dei fiocchi e fa veloci calcoli del loro potere di ammassamento in base al diametro, alla consistenza, alla percentuale che si scioglie appoggiandosi sul terreno e a quella che invece resiste e si attacca ben benino ai fili d'erba, alle foglie, alla strada.
Chissà poi per fare cosa! Non ha scuola da saltare, non ha bambini in strada con cui giocare, e se proprio vuole farsi una sciatina, che vada in montagna con tanto di ski lift.
Però gongola gioiosa osservando dalla sua cameretta il mondo che si ricopre di bianco. A parte il bianco, che è proprio una magia perchè cambia tutta la percezione dei colori intorno, la luce e la luminosità dell'aria, una delle cose che le piace di più è quello che accade ai rumori. Quando nevica sembra che il rumore del mondo che gira si fermi per un po', come se la terra volesse farsi fare il solletico da questa copertina leggera leggera. E così tutti stanno in silenzio, attenti a non disturbarla. Anche i cani che abbaiano lo fanno piano e un po' intimoriti.
E la Diana dorme rannicchiata nel suo cestino.
Ho troppe cose di cui parlare, troppo su cui riflettere. Ho assistito al mio funerale e hanno misurato le onde del mio cervello. Ho percorso chilometri girovagando per Venezia, in lungo e in largo, ho riassaporato l'estate per qualche giorno, mi sono svegliata senza potermi lavare perchè stavano aggiustando i tubi dell'acqua senza avermi avvisato. Ho ascoltato Vivaldi nel Cortile della Trinità di Fianco ai Frari, ho comprato un regalo bellissimo per un matrimonio bellissimo, ho rivisto tanti amici, sono tornata nella mia amata biblioteca Querini, mi sono sentita libera, mi sono sentita a casa, mi sono sentita bene.
Forse ve le racconterò meglio la prossima volta. Ora non ho tempo. Domani ho un impegno. Devo partire di nuovo, mi aspetta un weekend pieno di Amore e di Amici. La Michy e il Brù si sposano!!!! Voi (o perlomeno quelli che non sanno chi sono) non potete capire. E' una lunga storia.
Forse ve la racconterò meglio la prossima volta.
qualcuno ha guardato giù????? domani per caso si mette a nevicare???
martedì prossimo la Ila avrà il suo 'primo' COLLOQUIO in una galleria d'arte contemporanea di COMO.
chi si offre volontario per ricordarmelo?? dite che potrei dimenticarlo??
si accettano scommesse: riuscirà la Ila a trovare lavoro???
(proprio stamattina pensavo: se trovo lavoro, vado a tagliarmi i capelli)
(menomale che non ho specificato di quanto)
Ieri sera la Ila si sentiva in trappola. In trappola tra i muri troppo stretti della sua stanza. Il caldo, inatteso ma assolutamente piacevole, la chiamava dalla finestra. L'aria pesante di una notte d'estate, che le mette addosso una frenesia indescrivibile, la circondava e la strattonava, attirandola verso il buio, verso il rumore del mondo, verso tutte le cose che si possono combinare in una calda notte d'estate.
Non ha combinato niente. E' rimasta imprigionata.
Se fosse stata a Venezia, sarebbe sicuramente uscita, verso mezzanotte, per godersi il silenzio interrotto da pochi passi che risuonano sulle pietre, o da fruscii di esserini notturni che si infilano negli anfratti più umidi della città, o ancora dal calmo abbandonarsi dell'acqua contro le fondamenta dei canali.
Se fosse stata a Venezia, il caldo sarebbe stato ancora più dolcemente penetrante. Il rumore della gente, dalle finestre aperte sulla calle, sarebbe stato il rumore dell'estate. Quel rumore che le manca.
E' vero, qui ci sono i grilli e le cicale. Qui ci sono le bocce che scrocchiano in lontananza.
Anche qui ci sono le finestre aperte, ma non sono mai aperte sulla strada. Da quelle finestre veneziane, da cui spesso penzolano panni stesi o cadono piccoli invisibili calcinacci, si può scappare. Da queste si può solo intuire quello che c'è fuori ma.. si rischia di restare intrappolati, e di starci anche alla stretta, perchè sì vede la libertà che sta là fuori, ma non si riesce a raggiungerla...
Chissà se la notte stanotte in norvegia è limpida. Chissà se fa freddo. Chissà quando è tramontato il sole. Chissà se anche lì le persone vanno a vedere le stelle che cadono per esprimere un desiderio.
Io no. Stasera sono tornata alla triste normalità delle cose.
Avrei bisogno di una piccola pazzia, ora che ero abituata a farne ogni giorno.
Avrei bisogno di conoscere qualcuno di nuovo, ora che ero abituata ad imbattermi in nuovi occhi.
Avrei bisogno di un po' di fragole tagliate a fettine sopra il pane, ricoperte di zucchero, proprio come mi ha insegnato a mangiarle Eirik e la sua combriccola di amici.
Ma stasera non succede niente di tutto questo. Eppure... vorrei.
Forse... potrei farlo succedere.
Ok mentre la pioggia batte contro la tapparella abbassata e l'aria si rinfresca e suona e profuma di pulito io me ne sto qui ad aspettare di non perdere l'aereo per la Norvegia.
Tranquilli dovrei partire solo tra una settimana e farò una breve puntata a Londra, giusto perchè almeno spendo un po' di meno per il biglietto che altrimenti costerebbe una botta di soldi. Non è ancora detto che le date siano definitive...
Una finestra è chiusa per non fare entrare la pioggia, l'altra finestra è aperta per cliccare e digitare ed assicurarmi un volo per il Nord.
Devo solo comprare una guida. Devo pensare a qualche maglione. E poi rivedrò Eirik, Marie, Amund, Guro, Markus e tanti altri. Penso a loro e mi viene in mente TISSE, la pipì. Una storia troppo lunga e troppo divertente per essere concentrata in poche parole. Basti solo "tisse". Spero che il mio vocabolario norvegese si ampli un pochino dopo il viaggio...
Ho troppe cose a cui pensare.
Da quando sono disoccupata ho talmente tante cose a cui pensare.
Ed è incredibilmente bello...
Lucian Freud. Lo sento così vicino. ripercorro le pennellate, mi imbatto nei grumi nei solchi delle spatole seguo i volumi le carni le pieghe le ossa. La bellezza della materia. Sento l'odore dell'olio di lino.
La sabbia. E l'acqua salata. E un leggero velo di bronzo sulla mia pelle. E il caldo, la sete. Tante conchiglie. La motonave. Lo sciopero.
Ridere ridere ridere. E camminare tanto. Da una parte all'altra della città. Dalla stazione ai Giardini, da Santa Margherita alla Piazza. E parlare parlare abbracciare baciare sentire.
Luci fuochi barche lampadine colorate fili angurie.
Sonno
ok... basta suspence.. (ma quale suspence?? la ila in tre giorni ha fatto in tempo a dimenticarsi come si accende il computer!)
ehm... vi prego di chiamare la sottoscritta "DOTTORESSA MAGISTRALE IN STORIA DELLE ARTI E CONSERVAZIONE DEI BENI ARTISTICI" laureata a pieni voti e sì anche con quella robina lì che a scriverla sembra proprio che mi sia un po' montata la testa ma mi hanno dato anche quella!!
come potete ben capire sono stata risucchiata in un vortice vacanziero del divertimento (molto) e del cazzeggiamento (poco, a dire il vero) e sono ancora a venezia.
sto pian piano cancellando la mia lista dei desideri man mano che i giorni passano e le cose che dovevo fare da molto, troppo tempo, hanno finalmente il tempo per essere fatte...