RiparoDallaTempesta

"Come in" she said "I'll give you shelter from the storm"
mercoledì, 14 maggio 2008

bene.

domani e dopodomani verrò esaminata per vedere se sono capace di fare la prof e se posso vantarmi di questo appellativo ufficialmente ufficiale al cospetto di non so chi.
dire che non me ne frega un bel niente di niente forse mi porta sfiga, ma lo dico ugualmente.

brrr.

rabbrividiamo.

poi, per la serie "il raduno più piccolo della storia dei raduni" vorrei ringraziare numero6 per avermi messo il peperoncino negli occhi e nelle orecchie trascinandomi in quel di melzo a rivivere un certo concerto di quasi tre anni fa.
postato da lailly alle ore 19:30 | link | commenti (5)
categorie: raduni, prof, la ila, seems like only yesterday, the seasons they are turnin, may your wishes all come true
martedì, 06 maggio 2008



sento le note ancora risuonare in un lontano accordo, e ho ancora il colore negli occhi di quella nuvola dorata che avvolge di luce l'Assunta.
cosa può volere in più una persona?
le note del vespro della beata vergine, composto da monteverdi che riposa tranquillo da quattro secoli qualche cappella a sinistra dell'altare maggiore su cui si staglia imponente la prima grande opera pubblica di tiziano, che con il suo gesto ci porta tutti più in alto, proprio verso quella luce dorata.
altro che sindrome di stendhal.
c'è da impazzire.
c'è da impazzire all'idea che in quattro giorni sono stata sommersa da una bellezza onnipresente, e ora...
postato da lailly alle ore 22:21 | link | commenti (1)
categorie: perle, venezia, frenesia, la ila, seems like only yesterday, take me on a trip, whatll you do now
martedì, 29 aprile 2008

annuncio a tutti i lettori veneziani (non che abbia molti lettori, e tra questi i veneziani sono ancora meno) che da giovedì a domenica venezia avrà l'onore di ospitarmi per ben quattro giorni quattro dopo ben quasi due anni due di assenza.
il mio numero ce l'avete, spero che troviate una mezzoretta di campo santa margherita da dedicarmi.
non vedo l'ora.
preannuncio nostalgie varie e poche ore di sonno per notte, molti ponti da attraversare e un po' di colore in faccia e luce negli occhi.
postato da lailly alle ore 19:49 | link | commenti
categorie: venezia, frenesia, la ila, take me on a trip, may your wishes all come true
sabato, 26 aprile 2008

Adesso scrivono anche simpatiche frasi informative sull'involucro lilla degli assorbenti ultrasottili.
"Donna, lo sai che la sindrome premestruale dipende anche da fattori di stress psicologico?"
"Donna, lo sai che devi mangiare meno latticini nei giorni che precedono il ciclo?"
"Donna, lo sai che è una falsa credenza quella che, durante i giorni del ciclo, non ci si debba lavare i capelli?"
e molte, molte altre utilissime informazioni di questo genere.
Ora, io ringrazio davvero i signori Lines per aver messo a punto uno strumento di tale utilità. infatti, quando sono seduta sul gabinetto e apro il nuovo assorbente per sostituire quello vecchio, ho anche la possibilità di istruirmi leggendo, oltre alle solite e immancabili riviste da bagno, anche queste illuminanti chicche, e posso meditare meno sulla mia triste condizione di neoventottenne sola e infelice. Oppure, nei lunghi sabato pomeriggio di ponti primaverili sprecati a sistemare inutili tesi frutto di copia e incolla, posso allegramente distrarmi scrivendo sul mio blog queste interessanti riflessioni.

Per quanti si domandino se questo post sia frutto di lune particolari dettate dal ciclo mensile aggravate da una scontentezza e rabbia diffuse: chiedetelo al sig. Lines in caso non lo abbiate capito.
lui ha una risposta per tutto.
postato da lailly alle ore 17:09 | link | commenti (5)
categorie: tesi, la ila, jeeze i cant find my knees
domenica, 20 aprile 2008

si accettano consigli
(indovinate chi mi ha ispirato??)


postato da lailly alle ore 17:47 | link | commenti (4)
categorie: le foto, la ila, cats in the well
giovedì, 17 aprile 2008

meno zero

e così ho dato l'ultimo esame si spera della mia vita.
fa un certo effetto. mi sembrava di aver già avuto un momento, ormai tre anni e mezzo fa, in cui avevo detto: ho dato l'ultimo esame della mia vita. solo che ero a venezia, era storia della critica d'arte 2, avevo una tesi da scrivere e poca idea sul cosa fare della mia vita.

lanfranco, luca giordano, tanzio da varallo, bartolomeo manfredi, daniele crespi (attenzione non giuseppe maria crespi detto il cerano), bernini e chi altro? direi che me ne ha chiesti a sufficienza.
sono andata dicendo: spero che non mi chieda lanfranco o luca giordano. e così è stato. primi due riconoscimenti: volta della certosa di san martino e estasi di santa margherita da cortona. tiè.

cosa dire ora.. cosa fare dei pomeriggi  senza esami da studiare? senza tesi (o quasi.. solo le rifiniture) da scrivere? senza lezioni da frequentare?

riscoprirò il significato del tempo libero.

programma per i prossimi mesi: svacco sul divano e giri in bicicletta, realizzazione del mio ex libris personale, preparazione di qualche lezione qua e là, mostre a volontà, giri al lago, pila di romanzi e saggi sul comodino da assottigliare.. direi che in linea di massima ci siamo.
i viaggi sono da pensare più avanti, almeno quelli di più di due o tre giorni.
i tempi potrebbero invece essere maturi per un giretto a venezia, senza pretese, ma in realtà con moltissime pretese.
postato da lailly alle ore 23:58 | link | commenti (5)
categorie: la ila, whatll you do now, the seasons they are turnin, may your wishes all come true
martedì, 15 aprile 2008

mentre si legge solo di politica, io sono alle prese con case del fascio costruite in pieno regime da architetti apparentemente servi del potere, che nella loro genialità sono riusciti a lasciare a distanza di decenni un messaggio completamente indipendente da ogni credo politico, nella purezza delle forme geometriche e spaziali, nel bianco e nella trasparenza di marmo e vetro, in un rapporto non scontato eppure sottilmente evocato con il passato romano, medievale, rinascimentale, settecentesco di una città di provincia che negli anni '30 diventa il crocevia del movimento moderno. edifici che si alzano e sviluppano al ritmo di musica, che offrono sezioni auree a volontà e superfici piane come giochi grafici di incastri rettangolari. bianco, nero, marmo, vetro, ombre, luci.
doveva essere, come il fascismo, una "casa di vetro in cui tutti possono guardare". peccato che tutti potessero guardare ma non toccare, entrare. invece è un monumento che in sè assomma il rigore del castrum romano, l'impianto del broletto medievale, ed è il contraltare di un magnifico duomo iniziato dai magistri cumacini, antichi scalpellini emigrati in tutta italia a portare le loro conoscenze, e voltato da una cupola di juvarra con un'imponente presenza scenica soprattutto nella piazza sul retro, che corre lungo le absidi e porta direttamente all'altro lato, alla casa del fascio.
i numeri, le percentuali, le accuse, le ammissioni di sconfitta e le proclamazioni di vittoria, la scoperta di un razzismo leghista molto più radicato dalle mie parti di quanto potessi immaginare, non riescono tuttavia a distrarmi dalla mia tesuccia di abilitazione con poche pretese, che però sembra cadere a pennello e dopotutto mi conforta.
come se la politica fosse il sale della vita.
sarò di parte, ma per me c'è altro.
postato da lailly alle ore 11:04 | link | commenti (1)
categorie: arte, la ila, by the beautiful lake
venerdì, 11 aprile 2008

i sulutumana ritornano a chiamarsi sulutumana e tra poco esce arimo ed è venerdì sera piove e sono un po' scazzatina. mi sa che me ne andrò a dormire così almeno una notte dormo un po' di più delle canoniche cinque ore e mezzo eccheccavolo.
la tesi non va avanti da sola in automatico te ne sei accorta? neanche gli esami si studiano da soli.
del resto non smette di piovere piovere piovere aprile ogni goccia un barile insomma quanti barili hanno già riempito tutte queste gocce?
sono stufa di fare ilaria la solitaria.
postato da lailly alle ore 23:00 | link | commenti (2)
categorie: la ila, play a song for me, the seasons they are turnin, jeeze i cant find my knees
martedì, 08 aprile 2008

la prof è andata in gita a monaco di baviera e dintorni per quattro giorni quattro.
la prof si è proprio gasata ma risente ancora delle poche ore di sonno per notte, alle prese con ronde poco credibili, musei non sufficientemente visitabili, pensieri non sempre esprimibili., ricordi fin troppo vividi e una voglia di ripartire al più presto.  non importa per dove.
c'era una discreta atmosfera natalizia, con la neve che scendeva, i pretzel caldi appena sfornati, le pinete della baviera discretamente imbiancate. per fortuna che si è trattato di uno scherzo e la primavera c'è.
ne ho le prove.
anche se tra poco piove.
postato da lailly alle ore 14:52 | link | commenti (2)
categorie: prof, la ila, take me on a trip
domenica, 30 marzo 2008

A proposito della Vergine delle rocce di Leonardo:

" in quest'opera viene data molta importanza anche alla PROSPETTIVA DE' PERTINENTI  (??) cioè Leonardo i personaggi importanti li colorava e li definiva bene, invece le cose meno importanti erano poco definite, infatti nei suoi dipinti c'è la caratteristica di una nebbiolina. di questo dipinto viene fatta anche un'altra opera similissima".

" a mio parere la seconda versione è meno bella poichè è più scura ed è quasi inquietante e i bambini sembrano morti".


A proposito della Pala di Brera di Piero della Francesca:

"Alle spalle della Madonna troviamo numerosi santi tra i quali possiamo riconoscere S. Giovanni Battista con il bastone e i vestiti di cammello, S. Pietro con la pietra sul petto (era San Girolamo) S. Francesco con L'ESTIGMATE (sì, avete letto bene. elle apostrofo estigmate), S. Girolamo con il taglio in testa (era S. Pietro martire)
postato da lailly alle ore 22:40 | link | commenti (2)
categorie: arte, prof, la ila, jeeze i cant find my knees
mercoledì, 26 marzo 2008

"L'immagine riproduce l'Hera di Samo; era una kore, che ora è acefala e dà un senso di staticità. A differenza dei kouroi, le korai erano sempre vestite (questo per delineare la perfezione dell'uomo e non della donna)."

"Il gotico in Italia è molto più smorto"
postato da lailly alle ore 22:37 | link | commenti (1)
categorie: arte, prof, la ila, jeeze i cant find my knees
martedì, 25 marzo 2008

c'è una fattoria in riva al lambro con tante mucche e un distributore di latte.
infili la monetina - 10 cents al bicchiere - e scende il latte. ogni mucca a turno viene messa in uno stanzino speciale con delle ventose per succhiare il latte che attraverso tubicini trasparenti e alambicchi arriva dritto dritto alla macchinetta nella stanzina di fianco. centra il bicchiere. premi start. poi stop. e tu bevi il latte appena munto, con la schiumetta, fresco, crudo, senza bisogno di tetrapak, camioncini per il trasporto, industrie di lavorazione e cose varie. le mucche fanno muuuu. i vitellini anche. muuu. c'è odore di mucca dappertutto mentre bevi il latte. poi riprendi la bici e torni a casa soddisfatta.
postato da lailly alle ore 12:23 | link | commenti (3)
categorie: la ila, take me on a trip, best food ive ever had
sabato, 22 marzo 2008

intorno al crocifisso

in questi giorni riflettevo sul fatto che nella storia dell'arte l'immagine della crocifissione è molto più diffusa rispetto a quella della resurrezione.
penso a tutti i crocifissi dipinti che sono arrivati fino a noi dal medioevo. christus patiens, christus triumphans, crocifissioni, deposizioni dalla croce, compianto sul corpo di cristo morto. quasi come se l'aspetto più crudele della vicenda di Cristo fosse più importante dell'aspetto trionfante.



il potere dell'immagine cruda, terribile, legata a un evento tanto umano quanto tragico come la morte, è mille volte più forte dell'immagine quasi ultraterrena della resurrezione.



forse è tale l'attrazione morbosa dell'uomo verso la rappresentazione del male. o forse è questa la forza di un Dio che non si vergogna di morire e di mostrare la sua morte, nella sua insensatezza.



penso alle infinite rappresentazioni di madonne con bambino, in cui il figlio porta, pur così piccolo e paffuto, i segni della sua adultità e del suo tragico destino: un grappolo d'uva come rimando al vino che diventerà sangue nell'ultima cena, lo stesso sangue che sarà versato sulla croce; un corno di corallo rosso, un pettirosso in mano, un melograno aperto con il suo succo aspro e rossastro.



maria ha spesso uno sguardo triste, che fugge lontano, conscia del destino del suo unico figlio che è quello di essere deriso, incoronato di spine, flagellato e infine ucciso.
il corpo del bambino è spesso appoggiato ad un parapetto di marmo che rimanda subito al marmo del sepolcro in cui verrà rinchiuso per tre giorni come giona fu rinchiuso nel ventre del pesce. a volte poggia il capo su un cuscino di velluto nero.
spesso ha gli occhi chiusi in un sonno che è un sonno di morte, completamente abbandonato sul grembo della mamma.


postato da lailly alle ore 17:34 | link | commenti (2)
categorie: arte, sonno, silence down below
giovedì, 20 marzo 2008

into the wild




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categorie: la ila, take me on a trip
lunedì, 17 marzo 2008

oggi pranzavo col sole in faccia su una panchina in piazza cavour, a como, cercando di non impiastrarmi le mani con un'arancia troppo succosa e morbida, dalla buccia del tipo impossibile-da-sbucciare-senza-fare strage, forse a causa della permanenza per un paio di giorni nella mia borsa in lana cotta che sta iniziando ad essere un po' eccessiva per la stagione attuale.
c'è una sorta di mercatino con le bancarelle in legno di pino riciclate da natale, vicino a cui hanno disposto secondo uno schema piuttosto kitsch alcuni ulivi in grandi vasi che si alternano a piante di limoni in vaso e ad un giardino di erba al metro riportata da chissà quale allevamento di verde, con ciottoli sbiancati con agenti chimici di quelli che vanno tanto nei giardini più in.
mentre facevo un elenco silenzioso nella mia testa di tutti gli elementi kitsch e assolutamente evitabili che adornano la piazza in questi giorni (e come dimenticare un fantastico pozzo finto antico e finto pozzo in ferro battuto, proprio nel centro della composizione, cui si arriva tramite un vialetto chiuso da un cancelletto di altrettanto ferro battuto finto antico) due sciurette che passeggiavano lì vicino si sono fermate a rimirare le piante di limone, con questi meravigliosi limoni di sorrento pronti al punto giusto per farci un bel po' di limoncello, tutti gialli, senza imperfezioni, maturi al punto giusto..
io ammiro insieme a loro questo ben di dio di acido citrico e luce del sole e mi accorgo che i frutti gonfi e maturi sono attaccati ai rami degli alberi tramite un picciolo troppo verde e sottile per non essere.. fil di ferro.
mi sono alzata, ho buttato le bucce in un cestino piantato sul selciato al pari di un ulivo in tinozza o di un pozzo finto, e sono andata in giro con le mani appiccicose per protesta.
postato da lailly alle ore 23:52 | link | commenti (1)
categorie: la ila, by the beautiful lake, jeeze i cant find my knees
domenica, 16 marzo 2008

la regina teodolinda ringrazia il plebeo ermanus per la consulenza.
chioccia e pulcini si inchinano. niente archi di trionfo, però.

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categorie: arte, caro compaqqino, la ila
sabato, 15 marzo 2008

sono stanca.
di troppe cose
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categorie: hard times
lunedì, 10 marzo 2008

domenica concerto in casa, o quasi. non penso di aver mai diffuso questo link musicale. non è bob dylan, nè joanie baez, ma un altro lato di me, quello più serio, forse, anche se il padre nostro in russo diventa esilarante.

"oh cara compagna natasha... ecco l'ora di cantare nostro amato brano russo.. ancora ricorda di quando in cremlino si sorseggiava vodka con caro gorbaciov a lume di candela durante le notti polari piene di bianca e freddissima neve!! e il momento di far rivivere tutto questo è arrivato a noi.. donato dal caro compagno nikolaij!! forza natasha.. vocalità russa.  siamo a seconda pagina di brano.. ora arriva parte molto romantica e un poco siberiana.. !!! concentra tua ugula.. natasha!!! guarda pubblico... vedi commozione erigersi in loro occhi? ecco la steppa che avanza... le notti gelide... il brodo sorseggiato davanti al falò di compagno george la notte di natale.. ecco.. la poesia di infanzia russa.. ora gioisci natasha!!"
postato da lailly alle ore 23:37 | link | commenti (1)
categorie: la ila, play a song for me, jeeze i cant find my knees
martedì, 04 marzo 2008

comodo?



(il motivo per cui sono più piena di peli io che  non il gatto)
postato da lailly alle ore 12:00 | link | commenti (2)
categorie: le foto, cats in the well, jeeze i cant find my knees
sabato, 23 febbraio 2008

ho avuto in dono la serie completa dei maestri del colore fabbri. ben duecento fascicoli editi a fine anni '60 con le riproduzioni a colori di alcuni dei capolavori di ciascun maestro, dal  medioevo al primo novecento. certo, le riproduzioni sono un po' datate e l'apparato critico non ha niente a che vedere con quello dei classici dell'arte rizzoli o con gli art dossier giunti, ma ho la mania di collezionare libri e tant'è.
ho dovuto liberare un ripiano intero di un mensolone che corre sopra al mio letto e che spero non crolli al peso di tutti questi fascicoli, decisamente non indifferente. se domani non mi alzo dal letto perchè sepolta dall'arte, sapete la ragione.
sarebbe un peccato, dato che ho perso più di due ore a spolverarli e a sistemarli in ordine alfabetico. tralaltro questa cosa mi ha dato la possibilità di fare una statistica sui nomi dei pittori: abbondano quelli che iniziano per "c" e per "m", mentre non c'è nessuno che inizi con la "n". mi sono accorta di non conoscere assolutamente due nomi.. gravissimo! nella fattispecie tale quinten metsijs e tale adam elsheimer. ora non so se vergognarmi di ciò o se imputare questa mia mancanza all'alternanza di fortuna di alcuni nomi nel tempo, per cui forse questi due signori al momento della pubblicazione godevano di maggiore considerazione. è anche vero che non me ne intendo molto di pittori stranieri che non siano i soliti dell'otto e del novecento.
per il secondo c'è una voce su wikipedia e da quanto ho capito ha vissuto all'incirca al tempo di caravaggio, passando per venezia e trasferendosi a roma dove si convertì al cattolicesimo (ma chi gliel'ha fatto fare in epoca di controriforma e inquisizione??) dedicandosi in particolar modo al paesaggio che nella sua vastità inghiottisce le tracce della presenza umana e sicuramente la fa da padrone all'interno della composizione, cosa tipicamente nordica in quel periodo.
bello questo notturno con riposo durante la fuga in egitto.



il primo invece sembrerebbe essere molto più sconosciuto, almeno da una breve ricerca su internet (compare però in una voce olandese di wikipedia), ma dando un'occhiata alle opere riprodotte nel fascicolo si riconosce una chiarissima impronta fiamminga alla van eyck, sia nei ritratti, sia nelle opere a carattere religioso.
simpatica questa con gli usurai, tralaltro dovrebbe essere ancora a roma per chi la volesse andare a vedere. una caricatura piuttosto spietata per una scenetta di genere di tutto rispetto.

postato da lailly alle ore 23:09 | link | commenti (2)
categorie: arte, la ila